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Vertici dirigenziali pubblici sostituibili senza motivazione
Tar Lazio - Sezione II - Sentenza 1 ottobre 2009 n. 9487

Gli incarichi di più alto prestigio del settore pubblico hanno regole diverse dal resto dell'impiego statale per quanto riguarda la cessazione del rapporto di lavoro. Infatti, il ministro competente, una volta insediatosi insieme alla nuova maggioranza politica, ha la facoltà di sostituirli a vantaggio di personalità con cui nutre una relazione di fiducia personale migliore. Il ricorso dell'ex direttore dell'Agenzia del demanio sulla sua mancata riconferma è stato infatti respinto dal Tar del Lazio con la sentenza n. 9487/2009. Il giudice amministrativo ha ricordato che, leggendo l'insieme delle norme che riguardano la nomina dei dirigenti pubblici, è evidente che il ministro non ha nessun dovere di motivazione quando decide delle nuove designazioni, bensì, "decorsi novanta giorni dal voto sulla fiducia al Governo, la funzione dei dirigenti apicali si intende automaticamente decaduta". In altre parole, la motivazione del rappresentante dell'esecutivo servirebbe solo nel caso contrario, quando intenda confermare il dirigente già insediato.

Il testo della sentenza


Tar